Muse

Perché muovi così il mio desiderio?
Il canto violento s’è spento di fronte

a quella tavola d’obitorio. Tu non destarlo,
ti prego, lascia che si perda nella sera.

Ho bruciato la tua ghirlanda, l’ho buttata.
Perché dovrei continuare ancora?

Difficile credere in te, nelle parole;
difficile sopportarne il fetore.

Soffrire, cadere, morire. Non riesco più
a prendermi gioco di tutto questo,

mettermi all’opera, fingere di credere,
di esistere, soddisfare i miei slanci.

Vorrei soltanto abbandonarmi un po’,
guarire dalla malattia del tempo,

liberarmi finalmente dal giogo
della tracotanza, non agitarmi più.

Presto a qualcun altro affiderai
il mio compito, la tua gratitudine.